 programma in pdfUN NUOVO CICLO DI SVILUPPO PER IL RILANCIO DELL’OCCUPAZIONE E DEL BENESSERE ECONOMICO
PremessaNel prossimo quinquennio la Provincia di Brindisi non potrà più accumulare ritardi rispetto alle scelte strategiche definite ai livelli comunitario, nazionale e regionale, ma dovrà inserirsi autorevolmente nelle direttrici di sviluppo delineate dalle Istituzioni sovra ordinate. Ciò potrà avvenire sulla base di una convinta azione politica di coinvolgimento, concertazione e coordinamento tra l'Amministrazione Provinciale, i Comuni, la Camera di Commercio e le altre Istituzioni primarie, unitamente ai principali attori produttivi e sociali del territorio. In questo senso i Partiti della coalizione si impegnano a lavorare affinché le Istituzioni, i protagonisti sociali, i singoli imprenditori e tutti i cittadini esprimano uno sforzo collettivo che possa contribuire ad invertire finalmente la tendenza alla decadenza ed all'emarginazione del territorio provinciale. Lo scenario competitivo imposto dai processi di globalizzazione prima, e dalla crisi economica e finanziaria di tutto l'Occidente poi, crea per il territorio una nuova necessità di muoversi in modo rapido, cogliendo tempestivamente le novità che intervengono nel contesto economico internazionale.
L'Area Euro Mediterranea Un' importante opportunità è rappresentata dal previsto avvio operativo nel 2010 dell'Accordo di Libero Scambio nell'Area Euro Mediterranea, sancito dal Trattato di Barcellona, che prevede la progressiva integrazione tra i mercati europei e quelli balcanici e mediterranei. Un tale scenario impone la necessità di garantire sostegno alle autonomie locali coadiuvandole ad una pianificazione integrata e superando gli interessi localistici.
Il territorio rurale: unica area omogenea per la costruzione della "rete di città" Partendo da questa consapevolezza - ed interpretando il territorio brindisino come un unico sistema socio-economico e non più come sommatoria di diversi perimetri amministrativi - si può ipotizzare di costruire un'unica area economica omogenea, in cui spicca la presenza forte del capoluogo che è una "città di servizi" (logistici, commerciali, di ricerca ed innovazione) inserita in un retroterra provinciale ricco di vocazioni e specializzazioni produttive di eccellenza.
La costruzione della "rete di città" prevista dall'Area Vasta Questa impostazione consente una pianificazione strategica di area vasta orientata alla costruzione di una "rete di città" funzionale ad innescare processi di sviluppo in grado di generare risorse secondo la logica dei "vantaggi competitivi".
Il modello di sistema territoriale Il modello di sistema territoriale ipotizzato punta quindi a determinare: - lo sviluppo di un sistema territoriale policentrico, che garantisca le condizioni di pari accessibilità di tutto il territorio provinciale rispetto alle infrastrutture fisiche ed immateriali per la mobilità di persone e merci;
- la promozione di uno sviluppo integrato territoriale, nel rispetto delle identità e delle eccellenze dei sistemi produttivi locali;
- il miglioramento della qualità della vita dei cittadini e delle condizioni ambientali del territorio;
- impegno alla collaborazione istituzionale per la bonifica dei siti inquinati.
Un nuovo ciclo di sviluppo per il rilancio dell'occupazione e del benessere economico Sono queste le condizioni di base per realizzare un nuovo ciclo di sviluppo che abbia come obiettivo prioritario il rilancio dell'occupazione e del benessere economico delle popolazioni del territorio.
Obiettivo 1 Sviluppo della funzione di Piattaforma Logistica Multimodale del Sud-Est del Mediterraneo
La garanzia delle condizioni di pari accessibilità di tutto il territorio provinciale rispetto alle infrastrutture fisiche ed immateriali per la mobilità di persone e merci sta tutta nella capacità di completare rapidamente il raccordo delle infrastrutture di trasporto già esistenti.
Il sistema dei trasporti e della logistica La realizzazione del PTCP, già avviato con la Giunta di centro desta e mai attuato dalla maggioranza di centrosinistra, in accordo con le linee programmatiche della Presidenza e con i piani di sviluppo dell'Ente, affronta il tema dei Trasporti promuovendo forme di co-pianificazione intersettoriale e di coordinamento con la pianificazione sovra-ordinata (piani regionali) e sott'ordinata (piani comunali), al fine di garantire l'efficacia degli interventi programmati, la coerenza della pianificazione sviluppata dai diversi settori e livelli amministrativi, e il corretto funzionamento del sistema della mobilità nel suo complesso. Tale Piano dovrà riconoscere il ruolo del trasporto ferroviario quale elemento portante per le connessioni delle persone e delle merci da e verso il territorio regionale e nazionale, ma anche come elemento di connessione tra le polarità del territorio provinciale, mentre per quanto concerne il ruolo per il trasporto passeggeri, il suo modello di esercizio si dovrà fondare sulla interoperabilità tra le reti ferroviarie e sull'integrazione tra i servizi ferroviari e servizi su gomma, ponendo le condizioni anche per un rilancio ed un potenziamento di quest'ultimo, a cui si assegna un ruolo strategico totalmente integrato con quello ferroviario. Per quanto riguarda il trasporto merci, il piano dovrà individuare nel potenziamento del collegamento ferroviario tra Brindisi e Bari e nel collegamento ferroviario di tale direttrice con la piattaforma intermodale di Brindisi la realizzazione di una direttrice di trasporto combinato ferro-mare nel territorio della provincia, che creerebbe la condizione per lo sviluppo di nuovi servizi logistici per la merci in transito, costituendo, di fatto, un HUB logistico a servizio non solo di tutto il Salento, ma anche dei flussi esterni con l'Europa dell'Est attraverso il Corridoio VIII, che congiungerà Brindisi con i porti di Varna e Burgas, in Bulgaria, attraversando le città di Durazzo, Tirana, Skopie e Sofia e con la Turchia attraverso il Corridoio Greco, infrastruttura europea pronta nel luglio 2009, che collega Igoumenitsa al confine turco attraverso Salonicco, aprendo una nuova via veloce di collegamento con la Turchia e i paese del medio oriente ad essa confinante, che vede il porto di Brindisi come punto di accesso all'Europa continentale. Le linee di intervento del Piano in materia di trasporto marittimo si focalizzeranno in particolare sugli strumenti - organizzativi, tecnologici, infrastrutturali - che possono mettere il porto di Brindisi nella condizione di fare sistema, ma con una sua specificità, con gli altri porti pugliesi, al fine di contribuire all'affermazione della Puglia come piattaforma logistica nel contesto internazionale, anche attraverso l'apertura di rotte di Autostrade del Mare e in un'ottica di sviluppo sul lungo periodo che sfrutta la connessione con il già citato Corridoio VIII e con la nascente area di libero scambio del Mediterraneo, che sarà attiva a partire dal 2010. Anche rispetto al trasporto aereo, la funzione che il Piano si assume sarà quella di riconoscere quali interventi possono rilevarsi a valenza strategica rispetto al sistema complessivo della mobilità nell'ottica della inter-modalità e dell'integrazione con gli altri settori produttivi, in particolare Turismo e Commercio. Il posizionamento dell'aeroporto all'interno di un sistema intermodale di trasporti integrato (mare-ferro-gomma) come quello che si dovrà realizzare a Brindisi, pone le basi per lo sviluppo del polo logistico commerciale "air cargo" peraltro già avviato in forma "privata" dall'ONU, che usa il territorio brindisino come formidabile base logistica intermodale mondiale per gli aiuti umanitari. La definitiva destinazione delle diverse aree portuali La rinascita del porto è strettamente collegata alla capacità di attirare il traffico crocieristico, di sviluppare l'intermodalità e la logistica, tutte attività in grado di far rinascere il comparto turistico e commerciale, che sono i punti cardine per lo sviluppo dell'economia della città di Brindisi e di tutta la sua provincia. Gli assi prevalenti su cui basare il programma di sviluppo concreto delle attività commerciali e turistiche della portualità e del suo indotto sono tre: - razionalizzazione del settore energetico portuale;
- sviluppo delle attività commerciali legate alla creazione di un moderno sistema logistico intermodale in grado di intercettare i flussi di traffico euro mediterranei previsti in forte crescita nei prossimi anni;
- sviluppo di attività turistiche legate alla creazione di un polo attrattivo per navi da crociera e nautica da diporto.
Il primo asse è realizzabile attraverso la stipula di convenzioni energetiche che "riducano la quantità di carbone transitante nel porto" e razionalizzino le operazioni portuali realizzando il "molo carbonifero" su cui concentrare e "controllare ambientalmente" le operazioni di scarico del carbone. Per tale opera, già prevista e finanziata, occorre avviare in tempi brevi la realizzazione e inserirla armonicamente nel piano di sviluppo del porto per rendere compatibile e non ostativo questo tipo di attività economica. Il secondo asse parte dalla consapevolezza secondo cui il porto di Brindisi è uno dei pochi porti mediterranei che possiede una grande e poco sfruttata retroportualità, questa caratteristica unica fa di Brindisi il sito ideale per lo sviluppo di un polo logistico internazionale a forte valore aggiunto economico ed occupazionale, che rappresenta di fatto l'ultima occasione da cogliere per l'economia portuale locale. L'ultimo asse, infine, prevede che nel settore delle navi da crociera l'obiettivo strategico per il Porto di Brindisi sia quello di diventare Home Port, ovvero porto di arrivo e partenza di grandi compagnie di navigazione. Attivando una politica di marketing territoriale efficace, accompagnata da un "programma credibile" di realizzazione di infrastrutture idonee allo sviluppo di un moderno polo crocieristico, questo settore è in grado di creare un indotto economico significativo, capace di radicare sul territorio attività economiche stabili a supporto dei servizi richiesti dalle navi, ovvero: servizi tecnici per riparazioni e manutenzioni, servizi collegati al food per i rifornimenti (con l'utilizzo di prodotti locali), servizi turistici e di trasporto per imbarco e sbarco dei passeggeri e per le escursioni nel territorio della provincia di Brindisi e del Salento in generale.
Il potenziamento delle funzioni aeroportuali Contestualmente al definitivo rilancio delle attività portuali è necessario prevedere il potenziamento di quelle aeroportuali, con particolare riferimento alla capacità operativa complessiva dell'aeroporto (allungamento della pista principale) ed al rilancio dell'aerostazione merci. Per l'effettivo sviluppo dell'aeroporto due sono i punti fondamentali che la Provincia si impegna a realizzare: - concludere l'accordo con Ryan Air per far diventare Brindisi HUB per il Sud;
- attuare il Piano Strategico di integrazione porto-aeroporto-polo logistico intermodale
Inoltre, è necessario: intervenire per avere più voli per Roma, Milano Linate e per i principali aeroporti italiani e meridionali in particolare (Napoli, Catania, Palermo); intervenire sui costi aeroportuali per allinearli a quelli di Bari, in considerazione del fatto che sia il carburante che i diritti di atterraggio hanno costi più elevati rispetto al capoluogo di Regione; avviare i city terminal per Taranto e Potenza con autobus della Regione per aumentare l'accessibilità. Il miglioramento della mobilità provinciale Risulta decisivo, infine per la qualità dello sviluppo territoriale, la definizione di un Piano specialistico di mobilità provinciale e della mobilità sostenibile, che assolva la funzione di raccordare le specializzazioni produttive locali dell'entroterra provinciale al sistema delle infrastrutture fisiche del capoluogo (Piastra Logistica Multimodale). Per realizzare il Piano risulta necessario recuperare il Corpo di Polizia Provinciale riabilitandone il suo ruolo naturale evitando di considerarlo settore marginale della struttura della Provincia. La Polizia Provinciale è infatti chiamata ad intervenire in tutte le materie di competenza della Provincia, con riferimento particolare alla salvaguardia dell'ambiente, della fauna e del territorio, alla disciplina dei rifiuti, all'inquinamento delle acque, alla tutela del territorio e delle bellezze naturali e artistiche, all'urbanistica ed edilizia, ai Parchi, Riserve Naturali, Oasi, e Parchi Regionali senza, peraltro, dimenticare le altre sue competenze. I suoi operatori sono Pubblici Ufficiali che svolgono compiti di Polizia Ittico-Venatoria, Ambientale e Stradale, rivestono il ruolo di Agenti ed Ufficiali di Polizia Giudiziaria nelle materie di competenza e , in molti casi, hanno avuto il riconoscimento prefettizio della piena qualifica di Agenti di Pubblica Sicurezza, come previsto dall'ordinamento vigente ai sensi dell'art. 5 della legge 65/86. Bisogna procedere ad una rivisitazione della strutturazione del Corpo, sia in termini logistici sia di organico, con riferimento alle sedi del Corpo ed al personale impiegato, al fine di favorire una maggiore visibilità e presenza sul territorio, elementi fondamentali per la sicurezza sociale e per realizzare un contatto diretto con i cittadini non certo dal punto di vista sanzionatorio ma quale punto di riferimento per la soluzione dei problemi di convivenza civile. Una centrale operativa efficiente costituisce, infatti, un punto di riferimento permanente rivolto all'utenza, agli organi di stampa, agli enti ed organismi che agiscono in sinergia con la Polizia Provinciale, ai settori dell'Amministrazione che agiscono sul territorio, al fine di registrarne in ogni momento le istanze e procedere all'attivazione di interventi d'urgenza, di polizia o protezione civile, o programmati con il personale in servizio esterno, e attività di informazione ai cittadini. Imprescindibile, si rivela la collaborazione e il coordinamento con le altre Forze di Polizia. Le ricadute discendenti dalla gestione di un servizio coordinato possono individuarsi in: - una migliore organizzazione dei servizi;
- ricadute positive derivanti dalla cooperazione tra polizie locali nei confronti dei cittadini;
- ampliamento degli interventi di controllo, di prevenzione e di repressione degli illeciti;
- superamento parziale dei problemi di organico dei piccoli comuni.
Il Piano di Marketing Internazionale e di Cooperazione Territoriale Gli interventi di raccordo del sistema delle infrastrutture di trasporto rappresentano la base fisica e tecnica per definire le direttrici geopolitiche dei processi di internazionalizzazione del territorio, tali da configurarlo come Piastra Logistica multimodale del Mediterraneo sud-orientale. La definizione del Piano di Marketing Internazionale e di Cooperazione Territoriale deve rappresentare la chiara indicazione dei mercati di sbocco del sistema produttivo territoriale. In questo senso gli itinerari prioritari - in accordo con gli orientamenti regionali - sono rappresentati da: - Corridoio VIII, lungo il percorso che partendo dalla costa adriatica sbarca in Albania e prosegue verso il Mar Nero, toccando quindi Albania, FYROM (Ex Repubblica Iugoslava di Macedonia), Bulgaria, Romania;
- Corridoi Balcanici, rappresentati dal Corridoio 4 (Salonicco - Istanbul - Costanza - Budapest - Praga - Berlino) e dal Corridoio 10 (Monaco - Salisburgo - Lubiana - Zagabria - Belgrado - Budapest - Salonicco);
- Paesi Terzi del Mediterraneo, coinvolgendo quindi Malta, Cipro, Turchia, per arrivare ai Paesi del Maghreb (Marocco, Tunisia, Libia) e del Mashrek (Siria, Libano, Giordania);
- Ponte Cina - Europa, alla luce del prossimo raddoppio dei traffici da/per il Canale di Suez.
Obiettivo 2 Sostegno allo sviluppo economico e all'occupazione tutelando l'identità dei sistemi produttivi locali I principali protagonisti del nuovo ciclo di sviluppo che si vuole sostenere saranno le imprese, che rappresentano il volano dell'economia territoriale, ed i lavoratori che rappresentano il capitale umano del territorio. E' quindi necessario che tra Istituzioni, imprese e lavoratori si stipuli un "Patto per lo Sviluppo" che contenga poche ma chiare indicazioni di operatività per ogni contraente. In questo quadro, alle Istituzioni spetta il compito di sostenere il sistema produttivo nella conquista di nuove fette di mercato nazionale ed internazionale, attraverso iniziative specifiche di promozione delle eccellenze territoriali. La produzione agricola ed agroindustriale del territorio brindisino è ormai riconosciuta anche al di fuori dei confini regionali e nazionali. La tutela e l'ulteriore sviluppo commerciale dell'eccellenza dei prodotti tipici locali impone l'identificazione ed il conseguente riconoscimento del marchio di origine "Brundisium", a cui siano collegati i disciplinari di produzione garantita relativi a tutte le tipologie di prodotto riconosciute. La destagionalizzazione dei flussi turistici e la loro regolarità lungo tutto l'arco dell'anno rappresenta da decenni il salto di qualità che l'industria turistica pugliese e brindisina deve ancora compiere. La costituzione del Sistema Turistico Locale "Brindisi" e le nuove rotte low cost che coinvolgono l'Aeroporto di Brindisi possono finalmente rappresentare l'occasione per la definizione di un pacchetto di offerta del territorio brindisino che sia valido per tutto l'anno. In questo senso la costituzione del STL può facilitare l'elaborazione di un sistema di ospitalità diffuso nel territorio che coinvolga più tipologie di fruizione turistica (natura - cultura - storia- enogastronomia), sul quale fondare un flusso turistico costante lungo tutto l'arco dell'anno. Il grande patrimonio storico, architettonico, archeologico, museale, artistico e paesaggistico presente nel territorio è il fattore che ha la capacità di attrarre visitatori e risorse che interessano il turismo. Le tematiche forti per lo sviluppo del settore, sulle quali far decollare un progetto di valorizzazione deve essere rivolto alle seguenti principali attrattive turistiche: - archeologia, architettura ed arte (parchi archeologici, trulli, castelli, palazzi storici, torri, centri storici, chiese, masserie, ecc.);
- natura e paesaggio (mare, fascia costiera, grotte, parchi, aree protette, lame, masserie, agriturismo, ecc.);
- cultura ed eventi (musei, itinerari enogastronomici, festival e rassegne, produzioni tipiche, tradizioni popolari, mostre, eventi sportivi, ecc.);
- religione (luoghi sacri, vie e luoghi dei pellegrini).
Il commercio rappresenta l'ossatura portante dell'economia dei piccoli comuni della provincia. Definire un progetto di rivitalizzazione commerciale rappresenta quindi un contributo decisivo per la realizzazione del nuovo ciclo di sviluppo. In questo senso identificare le linee-guida di un Piano di Marketing Urbano per i Comuni del territorio rappresenta un contributo decisivo per il rilancio produttivo delle Città e per la creazione di nuove imprese, riqualificando nel contempo i Centri storici secondo una logica di partenariato tra l'Ente pubblico e il più alto numero possibile di soggetti privati interessati al miglioramento dell'ambiente urbano. Gli interventi in favore delle imprese, intese come "agenti di sviluppo", devono prevedere altresì un ulteriore sviluppo della rete di supporto all'innovazione tecnologica e produttiva delle P.M.I., peraltro già di eccellente livello, nella Provincia di Brindisi grazie all'attività del polo tecnologico allocato nella Cittadella della Ricerca. In questo senso dovranno essere ulteriormente sostenuti e sviluppati gli spazi di incontro tra domanda e offerta di applicativi tecnologici, gli scambi operativi tra ricerca e produzione, gli interventi di formazione di eccellenza, con particolare riferimento alla diffusione e al rafforzamento della cultura d'impresa. Obiettivo 3 Sviluppo dell'agricoltura e dell'artigianato Il comparto agricolo della Provincia di Brindisi presenta delle eccellenze che possono diventare la leva per il rilancio dell'intero settore. Pensiamo a tutte le produzioni di qualità, all'olivicoltura ed alle proprie D.O.P, al settore vitivinicolo con le proprie eccellenze riposte nelle D.O.C. e nelle I.G.T. , agli ortofrutticoli freschi ed in particolare al carciofo di Brindisi, ai prodotti tradizionali e tipici, alle orticole della zona nord della provincia, alle produzioni casearie locali.
Gli obiettivi strategici della programmazione provinciale nel settore agricolo sono i seguenti: - miglioramento deciso dell'efficienza nella azione della pubblica amministrazione, con il pieno trasferimento alla Provincia delle funzioni e compiti amministrativi in materia di agricoltura, influendo sulle procedure ed i rapporti con la Regione e con gli enti sub provinciali. Ciò comporta:
- riordino e potenziamento dell'Assessorato Provinciale; - piena funzionalità del tavolo agroalimentare; - miglioramento di accesso alle informazioni; - intercettazione delle risorse finanziarie comunitarie,nazionali e regionali. - organizzazione di un sistema integrato ed efficiente di assistenza tecnica e di mercato, di formazione professionale e di ricerca e sperimentazione "locale", collegato in modo organico con la Regione e gli Istituti di ricerca e di formazione a livello superiore. Tale ristrutturazione prevede:
- organizzazione dei Servizi di Sviluppo Agricolo; - miglioramento del livello professionale degli operatori e dei tecnici agricoli; - promozione dell'internazionalizzazione; - collegamento del mondo della ricerca con il sistema produttivo. - sostegno alla competitività del sistema agro-alimentare brindisino in un'ottica di filiera. Da tale obiettivo deriva:
- miglioramento infrastrutturale e strutturale del sistema agroalimentare provinciale (della produzione e della trasformazione) e introduzione di innovazioni tecnologiche; - promozione del raggiungimento di adeguate dimensioni strutturali per le imprese agricole; - agevolazione dell'ingresso dei giovani e ricambio generazionale; - sviluppo di forme di integrazione tra le imprese in una logica di filiera. - valorizzazione della qualità e tipicità dei prodotti agricoli brindisini e "salentini" attraverso:
- valorizzazione delle produzioni tipiche e del patrimonio enogastronomico; - innalzamento degli standard qualitativi delle produzioni; - qualificazione delle produzioni agricole brindisine di qualità; - incentivi alle produzioni da agricoltura biologica e integrata; - promozione dei distretti produttivi. - traduzione in atto delle potenzialità economiche ed occupazionali insite nella multifunzionalità della agricoltura brindisina. Da ciò consegue:
- sviluppo della pluriattività delle imprese agricole brindisine nel campo dei servizi; - valorizzazione della cultura e del paesaggio rurale; - incentivi alle attività agrituristiche, del turismo rurale, dell'agroartigianato, dell'agroenergetico.
Anche il comparto artigianale della Provincia di Brindisi presenta delle pregevolezze latenti che devono riemergere per rilanciare l'intero settore. Da ciò delle linee di intervento chiare e definite che possono essere così estrinsecate: - sensibilizzazione sul Distretto della nautica affinché resti legato al mondo delle imprese con l'obiettivo di una proiezione futura in direzione di un Polo dell'economia del mare (Accademia del mare - Collegio navale Tommaseo);
- dotazione di una Cittadella dell'Artigianato e della relativa offerta formativa, anche a livello internazionale e transfrontaliero;
- dotazione di un fondo di Garanzia per l'accesso al credito per le imprese colpite da atti criminosi;
- dotazione di una struttura fieristica (con riferimento al regolamento regionale);
- azioni mirate per un marketing territoriale capace di intercettare nuovi flussi di visitatori per la nostra provincia;
- costituzione di un Comitato e/o agenzia di garanzia tra le parti sociali ed in capo alla provincia, che possa informare e tutelare tutte le piccole imprese interessate alla partecipazione ed aggiudicazione di appalti o gare.
Obiettivo 4 Miglioramento della qualità della vita dei cittadini e delle condizioni ambientali del territorio Il miglioramento della qualità della vita dei cittadini e delle condizioni ambientali del territorio sono espressioni dirette degli standards previsti dalle azioni di valorizzazione, tutela e conservazione delle risorse umane e territoriali. In questo senso dovrà essere ulteriormente sviluppata: - una concezione attiva dei diritti di cittadinanza ed in particolare dei nuovi diritti qualitativi relativi ai saperi, all'accesso alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie, alla sicurezza ed all'integrazione dei soggetti a rischio di marginalità, alla fruizione del territorio da parte di persone portatrici di handicap o in condizioni di maggiore criticità.
- una sensibilità che tenga conto di una serie di temi che vanno dalla formazione (attuando una diffusione della conoscenza sulle risorse) alla produzione culturale (disponendo un circuito di governo culturale del territorio), dallo sviluppo produttivo, economico e sociale al controllo ambientale e di sostenibilità dello sviluppo, dai temi della socialità alle innovazioni della mobilità sostenibile e dell'accessibilità alle aree di interesse.
I criteri di sostenibilità ambientale e di risparmio energetico rappresentano i presupposti essenziali per continuare ad assicurare l'esistenza del paesaggio naturalistico in favore delle generazioni future. Le priorità di salvaguardia dell'ambiente riguardano cinque tipologie di interventi: - interventi di risanamento e protezione dell'ambiente marino costiero e del litorale;
- interventi relativi all'adeguamento ed al potenziamento delle infrastrutture idriche e fognarie finalizzate all'uso sostenibile ed al risparmio delle risorse idriche;
- interventi per l'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e di tecniche per il risparmio energetico;
- impegno alla collaborazione istituzionale per la bonifica dei siti inquinati;
- soluzione definitiva alla questione del rigassificatore tramite accordi con il Governo affinché la vicenda si concluda trovando per l'impianto un posto alternativo a Capobianco.
Gli interventi relativi a questo obiettivo mirano a promuovere e sostenere azioni volte a favorire l'inclusione sociale attraverso il miglioramento della qualità delle prestazioni delle infrastrutture sociali e socio-sanitarie, nonché a sostenere la diffusione della cultura della legalità. L'obiettivo è quello di garantire una maggiore accessibilità dei servizi di cura ai soggetti svantaggiati (anziani e diversamente abili) ed a rischio di esclusione sociale (immigrati, minori e giovani a rischio devianza, adulti in difficoltà). Un obiettivo di così ampio respiro ha ripercussioni in vari settori della società civile: scuola e formazione, sport, ricerca e innovazione, pari opportunità, servizi sociali.
Scuola e formazione La crisi finanziaria e i vincoli imposti dal patto di stabilità hanno fatto esplodere le contraddizioni da tempo sottese alla composizione della spesa per i servizi formativi. Da una parte lo Stato razionalizza i finanziamenti, dall'altra gli enti locali non riescono a far fronte alla domanda sociale. La stragrande maggioranza, fino a ieri, delle risorse era di competenza statale, mentre la richiesta dell'utenza si rivolge principalmente alle autorità presenti sul territorio. Ed anche le istituzioni scolastiche, se disponessero di reale autonomia, potrebbero intervenire in modo più funzionale nei confronti delle reali necessità formative; invece chi deve erogare il servizio alla base si trova con sempre meno strumenti e chi gestisce il bilancio a livello centrale tende al risparmio. Questa situazione insostenibile sta entrando nel pieno della campagna elettorale amministrativa, in maniera trasversale. Da un lato si tende a minimizzare, pensando magari a qualche soluzione estiva, mentre dall'altro si pensa di non avere le forze per fare supplenza allo Stato: gli enti locali tendono a chiamarsi fuori. Un territorio che guarda al futuro, invece, soprattutto in un momento di crisi quale quello che stiamo attraversando, deve investire sui giovani, sulla ricerca e l'innovazione, e quindi utilizzare la leva della formazione. E' questa infatti che sostiene il progresso, ma promuove anche equità, coesione sociale e sostenibilità nell'ambiente. Se la crisi è globale, la ripresa non può che essere locale, ed è la valorizzazione del capitale sociale l'elemento decisivo, che si costruisce nel tempo, in quella determinata realtà con il contributo determinante dell'intervento educativo ed il sostegno culturale. Le persone devono crescere in un quadro di valori condivisi, in cui le competenze per il lavoro servano a metterle in grado di gestire il cambiamento, in maniera continua, ma al fine di realizzare una cittadinanza attiva. E' necessario, pertanto, mantenere una rete di soggetti che agiscono nel campo dell'educazione per l'infanzia, dell'istruzione scolastica, della formazione professionale e degli adulti, per costruire un sistema formativo territoriale, riconosciuto e valorizzato dalla comunità stessa, come elemento basilare per il suo progresso. Sono gli enti locali la spina dorsale di questo sistema, che promuove l'ampliamento delle opportunità (nel campo dell'edilizia scolastica, della sicurezza, e della formazione nelle diverse età) e della collaborazione tra le scuole, gli enti di formazione professionale e le imprese. In questo modo si sostiene l'orientamento, si contrasta la dispersione, e si agisce per la riqualificazione sul lavoro. Bisogna, quindi, realizzare percorsi integrati tra istruzione e formazione professionale nel passaggio tra la scuola media e la superiore, per sostenere la motivazione e la qualità degli apprendimenti, in una fase, quella dei quindicenni, che presenta le maggiori difficoltà ed i maggiori rischi di insuccesso. Per qualificare l'intero sistema occorre agire sulla qualità locale in tutto il primo biennio del secondo ciclo, che ha visto l'innalzamento dell'obbligo di istruzione: anche nei licei, oltre ai saperi c'è da coltivare la cittadinanza, così come ci ha indicato l'UE. Al termine del secondo ciclo, invece, si cercherà di attivare l'istruzione superiore tecnico - professionale, da affiancare a quella accademica, come avviene in quasi tutti i paesi occidentali. E' sempre più necessario, ancora, un intreccio tra le prerogative gestionali dei comuni e quelle programmatiche delle province, in un auspicato, anche se ancora raro, inquadramento legislativo da parte delle regioni. Allo Stato, invece, spetta definire le linee generali ed i livelli delle prestazioni, come indicano un po' tutti i provvedimenti di ispirazione costituzionale. E' solo in questa rete che si sarà in grado di agire contemporaneamente sul fronte della perequazione e della valorizzazione delle eccellenze. Un sistema formativo territoriale deve essere autonomo e capace di autoregolarsi e di progredire, valorizzando i diversi soggetti, la qualità e l'integrazione delle loro azioni e la costruzione dell'identità del territorio medesimo. Sarà quindi favorito lo scambio con altri territori, anche a livello internazionale, e il sostegno alle politiche giovanili, associative e sportive nell'ambito della più generale programmazione dell'offerta formativa. Si intende, in definitiva, promuovere interventi finalizzati al miglioramento dell'offerta formativa per tutti i settori lavorativi che hanno potenziale di sviluppo economico. La formazione professionale funge, infatti, da ponte di collegamento tra il mondo dello studio e della ricerca ed il mondo del lavoro. Esistono ingenti risorse finanziarie di provenienza comunitaria, delegate recentemente dalla regione alle province, che consentiranno, se ben gestite, un immediato effetto di "leva economica" proprio con riguardo alla formazione professionale. Obiettivo primario delle azioni finanziabili con dette risorse comunitarie è la creazione di nuovi posti di lavoro sia direttamente, attraverso nuove assunzioni per gli operatori del settore, che indirettamente, attraverso un miglioramento delle competenze in tutti i settori strategicamente importanti per il futuro sviluppo economico della provincia (ad esempio valutazione ambientale, logistica e trasporti, retroportualità, agricoltura e turismo rurale). Obiettivo indiretto, invece, è la creazione di un'ipotesi di sviluppo alternativa a quello tipicamente industriale, peraltro in forte crisi congiunturale. Per il raggiungimento di tali obiettivi, pertanto, si porranno in essere delle azioni che, integrate tra loro e finalizzate all'ottenimento della qualifica professionale oggetto del percorso formativo, dimostrino compiutamente di aumentare le probabilità di inserimento nel mondo del lavoro dei destinatari dei progetti formativi, con particolare riferimento alle specificità, accertate, del territorio in cui si sostanziano gli interventi.
Sport "Mens sana in corpore sano" diceva Giovenale rivelando, già allora, l'importanza che lo sport esercita sulla formazione e, più in generale, sulla cultura di ogni individuo. Forti di questa certezza, e desiderosi di ribaltare la triste classifica del Sole 24 Ore che ci relega all'87° posto per quanto attiene la fruizione del tempo libero, vogliamo sostenere l'eccellenza sportiva, già presente nel territorio, anche con convenzioni che consentano l'utilizzo delle strutture di competenza della Amministrazione Provinciale, promuovere e stimolare in tutto la provincia mostre, spettacoli, eventi culturali e, soprattutto, lo sport. I nostri comuni, infatti, non hanno strutture sportive accessibili a tutti. È quindi necessario costruire, in maniera più capillare, piscine e palazzetti dello sport in tutto il territorio e incentivare i giovani alla pratica sportiva attraverso la scuola. Senza, ovviamente, tralasciare i meno abbienti per i quali prevediamo la fornitura di voucher di accesso alle palestre. Miglioriamoci la qualità della vita. La ricetta è già pronta.
Ricerca e innovazione Lo sviluppo del Terziario avanzato rappresenta una delle sfide che possiamo e vogliamo vincere. Possiamo vincere perché, paradossalmente, partiamo da una posizione iniziale di indubbio vantaggio. Siamo in possesso di un capitale umano, quantitativamente e qualitativamente, invidiabile a molti e costituito da tantissimi giovani, diplomati e laureati, che lasciano il nostro territorio perché, ad oggi, manca una vera politica di settore, se non addirittura un semplice interesse. Vogliamo vincere per riscattare i nostri figli da una forzosa "fuga" cui sono stati obbligati per troppo tempo. L'impegno profuso nel settore è, pertanto, dedicato essenzialmente a loro ed è riconducibile a tré linee guida fondamentali: Cittadella della Ricerca, Università, Energia.
Cittadella della ricerca È la punta di diamante del nostro territorio. Occorre rivedere e orientare la mission della società di gestione e riorganizzarla per renderla idonea a perseguire l'importante e vitale obiettivo per cui è stata creata: quello di gestire al meglio l'area in cui è collocata, favorire l'insediamento di nuove aziende di tecnologie avanzata, rafforzando la formazione di qualità attraverso facoltà universitarie utili al territorio allocate nel sito. In questo modo diventa possibile realizzate un parco scientifico e tecnologico dove attrarre centri di ricerca ed istituti nazionali ed internazionali, specialmente dell'area balcanica e mediterranea, per svolgere attività di ricerca di base ed applicata in vari settori, dalla fisica alle biotecnologie e alla fisica dei materiali, dalla ricerca applicata all'industria agroalimentare, alla microelettronica e all'informatica in modo da creare un polo internazionale d'eccellenza scientifico e tecnologico, da realizzare in stretta collaborazione con il Ministero dell'Università e Ricerca, degli Affari Esteri e le amministrazioni locali e regionali. Dalla realizzazione del parco scientifico e tecnologico, che permetterà di attirare nel nostro territorio tecnici e ricercatori internazionali, che lavoreranno insieme a quelli locali, è evidente il beneficio che ne trarrà il territorio, non solo in termini di progresso tecnologico e delle innovazioni applicate, ma anche relativamente alla nascita di una nuova cultura di impresa nella nostra imprenditoria locale, creando una mentalità innovativa ed internazionale. Con lo sviluppo del Parco, tutto il territorio acquisirà prestigio internazionale derivante dal contributo che la terrà di Brindisi offrirà, quale efficace leva di solidale sostegno, allo sviluppo sostenibile ed eco-compatibile dei Paesi dell'area del mediterraneo e dell'Europa dell'Est, aree geografiche a cui devono guardare per il proprio sviluppo la provincia di Brindisi e tutta la Puglia. All'interno del Parco si realizzerà un incubatore per imprese innovative, orientato all'Information Technology, in cui collocare il distretto dell'informatica su base regionale, il primo da realizzare in Puglia, dove creare posti di lavoro di alto livello, per evitare che troppi laureati e diplomati lascino il nostro territorio. Occorre lavorare insieme alla Regione, Università di Bari e Lecce, Ministero della Ricerca Scientifica e degli Esteri per la realizzazione del Parco e il conseguente insediamento delle aziende innovative ed elaborare strumenti di finanziamento e facilitazioni all'insediamento delle stesse. Università L'Università, che ancora stenta a decollare, deve raggiungere il numero minimo di facoltà per la costituzione di una propria sede autonoma. La nuova Amministrazione cercherà di attivare fattivi rapporti con il mondo accademico, con l'obiettivo di istituire sul nostro territorio corsi di formazione specifici fortemente legati al contesto territoriale. Con tale intento l'Amministrazione provinciale provvederà a rendere disponibilI spazi e strutture per l'espletamento delle attività previste. Di particolare utilità, inoltre, l'istituzione di un ufficio dell'E.di. S.U. in Brindisi per consentire agli studenti il disbrigo delle pratiche amministrative in loco. Energia L'Energia costituisce un'altra questione su cui occorre soffermarsi. Le convenzioni sottoscritte con l'Enel dovranno essere rinegoziate, così come dovrà essere tenuto alto il controllo per il rispetto degli accordi; si dovrà, inoltre, tenere in debito conto il lavoro svolto sul tema dalla Commissione Sviluppo del Comune di Brindisi nella consiliatura in corso. Un forte impegno, per di più, sarà profuso per ottenere la drastica riduzione del quantitativo di carbone movimentato ai livelli della convenzione 12/11/1996; così come si farà sempre più pressante la richiesta all'ENEL affinché mantenga l'impegno assunto al momento della presentazione della variante di Piano regolatore del porto per la realizzazione a proprie spese di un pennello dedicato esclusivamente allo scarico di carbone. Prevediamo, infine, convenzioni di regolari finanziamenti da parte delle società produttrici di energia elettrica per la costituzione ed il mantenimento dell'Università di Brindisi.
Pari opportunità Vogliamo donne che, insieme agli uomini, possano concorrere ai processi decisionali in ambito sociale, politico, istituzionale, professionale e culturale. Crediamo che sia tutto possibile garantendo un "marchio di qualità" per quelle aziende che hanno già consolidato strumenti e politiche virtuose in ottica di pari opportunità di genere e/o avviato un percorso di sensibilizzazione e cambiamento. Non solo. La ricerca sistematica di risorse regionali, statali e comunitarie, nonché private, per progetti che favoriscano le donne lavoratrici e le donne in situazione di difficoltà sarà un modo per far emergere il loro talento e il loro merito. Vogliamo sensibilizzare tutta la società civile realizzando un servizio interattivo e di scambio che orienti l'elaborazione e lo sviluppo delle politiche di pari opportunità nella gestione del governo della "cosa pubblica". Sarà un'occasione per diffondere informazioni sulle possibilità di finanziamento dedicate allo sviluppo di azioni positive che valorizzino le differenze di genere e favoriscano la conciliazione dei tempi e carichi familiari con quelli lavorativi. Garanzie, non privilegi: è questa l'opportunità che crea la differenza.
Servizi sociali La salute dell'individuo è al centro degli interessi comuni e deve essere considerata un bene essenziale del genere umano. In questa ottica si intende sviluppare una rete capillare di servizi ed iniziative nel campo socio sanitario per la promozione della salute in tutto il territorio ed in sinergia con la Regione e con la ASL, per lo sviluppo di una rete di servizi sociali e sanitari. In primo luogo, in questo momento di estremo bisogno delle famiglie, si coglie la necessità di programmare e intervenire con chiarezza e fermezza nel campo del disagio sociale a favore delle famiglie bisognose istituendo un comitato provinciale per combattere l'emarginazione delle famiglie meno abbienti e specialmente per quelle che non hanno una adeguata fonte reddituale, con particolare attenzione per le famiglie con presenza di persone disabili. Il disabile in famiglia rappresenta una vera piaga sociale. Le persone disabili hanno bisogno di una continua attenzione che li faccia sentire parte sostanziale e non un peso della società. Per questo si ritiene di dover garantire nella famiglia la presenza costante di operatori del sociale in grado di interagire con lo stesso disabile per garantirgli la consapevolezza della loro funzione essenziale nella vita quotidiana. Sarà proposta la istituzionalizzazione permanente degli ambiti territoriali di zona riconoscendo agli stessi una maggiore autonomia nelle politiche sociali e in quelle del lavoro, fornendo strumenti di conoscenza a supporto di processi decisionali, per una maggiore capacità d'azione ed una cultura della solidarietà, delle pari opportunità e della cittadinanza attiva per la promozione della formazione, dell'istruzione, e delle politiche della casa, del contrasto alla povertà, degli immigrati, dell'impresa sociale, dei giovani, delle categorie a rischio di emarginazione, per il recupero delle vittime della prostituzione e della tratta, con il coinvolgimento di soggetti del terzo settore, della sanità, delle istituzioni nazionali, dell'associazionismo, del volontariato e della cooperazione sociale al fine di promuovere la legalità e la giusta attenzione sociale in ogni campo della vita quotidiana. Tutto questo deve mirare alla necessità di creare nuove opportunità di crescita collettiva ed individuale riconoscendo al terzo settore un ruolo di protagonista e non un ruolo semplicemente esecutivo della politica. In tale ottica verrà assegnato all'Osservatorio sociale provinciale il compito di aiutare il sistema locale a condividere le analisi dei fenomeni e la scelta degli obiettivi che ogni soggetto (Istituzioni locali, comuni, terzo settore e categorie economiche) può mettere a disposizione per lo sviluppo degli obiettivi. Per l'aria minore si ribadisce l'impegno a riprogettare i servizi integrativi sia scolastici che domiciliari istituendo anche un servizio baby-sitter a favore delle famiglie disagiate ed impegnate in lavori agricoli sin dalle primissime ore del mattino. Sarà inoltre istituito il servizio di tutela del minore mediante la realizzazione di centri protetti per minori con gravi problemi familiari assicurando la presenza costante di operatori sociali, di psicologi e di altre figure altamente specializzate . Tutto quanto sopra esposto troverà spazio nella realizzazione dettagliata di una "Carta Famiglia"e una "Carta Servizi". La Cultura e le Culture
La Cultura e le Culture saranno un aspetto strategico della politica dell'amministrazione provinciale. Per troppi anni questa Terra di Brindisi, assillata da problematiche occupazionali, non ha saputo armonizzare pratica di governo e politiche culturali. La cultura ha vissuto all'ombra di altre tematiche. È ora di invertire la tendenza e investire in un progetto che abbia la Cultura in tutte le sue forme ed espressioni quale fondamento di un innalzamento della qualità della vita nel nostro territorio. Le attività che intendiamo concretizzare saranno, innanzitutto, pianificate e coordinate attraverso tavoli di lavoro tra le diverse istituzioni comunali e regionali, ed eventualmente, statali al fine di permettere all'intero territorio provinciale di caratterizzarsi in settori specifici dell'ampio e variegato panorama della cultura: dalla conoscenza, conservazione, valorizzazione e promozione del patrimonio dei beni culturali alla tutela e fruizione dei centri storici, delle chiese, dei siti archeologici; dall'incoraggiamento dell'editoria al potenziamento delle sedi museali, bibliotecarie e archivistiche; dall'approfondimento e consapevolezza delle tradizioni popolari allo studio delle vicende storiche della nostra terra; dalle proposte musicali alle attività teatrali; dalle performance della danza alle esposizioni artistico-visive; dalle produzioni filmiche e di potenziali location alla salvaguardia e fruizione ecocompatibile dello straordinario habitat brindisino che dalla terra raggiunge il mare; dalle manifestazioni collegate alle celebrazioni religiose ai riti delle saghe laiche. L'obiettivo quinquennale sarà quello di valorizzare il passato e far scoprire la contemporaneità dal capoluogo ai centri della Provincia rendendo protagoniste tutte le comunità della Terra di Brindisi. Ciò potrà accadere perché daremo soprattutto consistenza e continuità alle attività culturali e favoriremo i processi di turistizzazione destagionalizzata in concomitanza con eventi ed episodi legati alla manifestazioni della Cultura e delle Culture, che connoteranno il nostro territorio. Sarà un impegno decisivo dell' amministrazione provinciale procacciare adeguati finanziamenti pubblici, regionale ed europei per incoraggiare e sostenere idee da tramutare in concreti avvenimenti culturali consolidando quanto di vivace e di certo interesse le risorse culturali brindisine hanno saputo generare sin oggi. Ma vera novità sarà l'azione di sensibilizzazione e inclusione degli istituti e aziende private al fine di affiancare la Provincia nel supporto all'attuazione dei programmi culturali. In tal senso si porrà una riflessione condivisa sulle dinamiche economiche che condizionano la produzione culturale e si individueranno gli strumenti normativi e le voci finanziarie idonee alla realizzazione dei progetti. Spettacoli, mostre e prodotti culturali pensati fuori dalla nostra Provincia e importati chiavi in mano saranno ben accolti ma distinguendo il grano dal loglio, per un confronto che sia soprattutto di crescita e aggiornamento delle nostre comunità. Saranno altresì tenute in massima considerazione quelle proposte culturali che avranno quale modello comune tre principi basilari: - la ricerca dei contenuti basati su argomenti inerenti la Terra di Brindisi;
- la promozione e divulgazione della nostra identità culturale;
- la finalità pedagogica e didattica valevole per tutte le età, dai giovanissimi ai meno giovani.
La nostra prerogativa sarà, pertanto, quella di esplorare il territorio con un approccio interdisciplinare e farlo conoscere in tutte le sue manifestazioni. Ciò significa produrre e, possibilmente, esportare cultura. E con tale politica è possibile occupare i nostri giovani, proporre i nostri studiosi più bravi, i nostri ricercatori, i nostri creativi più originali, i nostri artisti più vivaci, i nostri eventi, le nostre pubblicazioni, le bellezze ambientali e le ricchezze culturali della Terra di Brindisi, contrastando quelle sudditanza figlia dell'emarginazione culturale che ha contraddistinto le gratuità delle amministrazioni passate. Faremo Cultura e Culture fidando sulle nostre risorse intellettuali maggiormente eccellenti nelle specifiche competenze. Pertanto, è nostro intendimento avvalerci degli istituti ministeriali preposti alla salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali e delle sedi universitarie del territorio che sviluppano ricerca e indagini scientifiche al fine di orientare filologicamente e criticamente i nostri indirizzi culturali, ovvero connotarli con impegno di studio e di documentazione allo scopo di garantire qualità e pregevolezza alle nostre programmazioni. Uno sforzo necessario sarà condotto nell'incremento e rafforzamento dell'offerta fruitiva delle sedi e dei contenitori culturali, dei musei, delle rassegne periodiche, degli stage di performance, delle sale di proiezione che riconosciamo come spazi d'azione sociale e culturale. In ogni campo della cultura i centri del brindisino potranno contribuire a investire in un progetto comune che darà rinomanza alla Civiltà brindisina antica e moderna . La nostra Cultura e le nostre Culture saranno centrali nel nostro governo provinciale, saranno protagoniste della nostra stagione politica.
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